
Il consorzio ARCH-E e il Consiglio d'Europa degli architetti hanno ospitato congiuntamente una conferenza ad alto livello sui concorsi di progettazione architettonica, che ha riunito architetti, responsabili politici, autorità pubbliche ed esperti di appalti di tutta Europa per discutere di come i concorsi possano rafforzare la qualità architettonica, l'innovazione e il valore pubblico nell'ambiente edificato.
tenutasi a Bruxelles; al MIX, la conferenza ha evidenziato gli ADC come uno strumento chiave per fornire un'architettura di alta qualità, sostenibile ed economicamente solida, affrontando nel contempo le crescenti preoccupazioni in merito alla frammentazione normativa, alle pressioni sugli appalti e al calo dell'accesso per le pratiche architettoniche.
L'evento è stato caratterizzato da un intervento di Adam Caruso e dai contributi di importanti professionisti e istituzioni europee. Nel corso di sei sessioni tematiche, gli oratori hanno esaminato sia i quadri strategici che le infrastrutture pratiche che modellano la cultura della concorrenza in Europa.

Il variegato panorama ADC europeo
La sessione su Il variegato panorama ADC europeo ha evidenziato differenze significative nel modo in cui i concorsi di progettazione architettonica sono regolamentati e attuati in tutta Europa, evidenziando nel contempo sfide strutturali condivise.
Grazia Tona (del partner ARCH-E Technical University di Eindhoven) ha sottolineato la necessità di quadri normativi solidi e vincolanti per gli ADC, supportati da profili comparativi dei paesi sviluppati attraverso il lavoro di mappatura ARCH-E. Questi sono stati presentati come strumenti per informare l'analisi e, soprattutto, per promuovere il dialogo tra clienti, organismi professionali e responsabili politici. Sottolinea inoltre che l'accessibilità deve estendersi oltre la partecipazione per includere in primo luogo chi modella i quadri della concorrenza.
Peter Legroe (NAV) ha sottolineato le persistenti lacune sistemiche nelle Fiandre, tra cui la mancanza di risultati chiari, la valutazione obbligatoria della giuria e l'equo compenso. Sottolinea una contraddizione fondamentale nella prassi attuale: la progettazione architettonica è molto apprezzata in linea di principio, ma spesso sottopagata nella pratica, il che comporta un ampio lavoro non retribuito e compromette la sostenibilità professionale. Chiede definizioni giuridiche più chiare e meccanismi di compensazione proporzionale.
Dalla Francia, Fabien Gantois (CNOA) ha evidenziato una graduale riduzione del ruolo dei concorsi a causa dell'aumento delle soglie, dell'espansione dei contratti di progettazione-costruzione e dei modelli di approvvigionamento integrati, oltre a un maggiore sviluppo fuori piano. Questo cambiamento, ha osservato, sta progressivamente trasferendo il controllo dai sistemi di concorrenza pubblica agli sviluppatori privati e chiede una riforma per estendere gli ADC alla ristrutturazione e a tutti i progetti finanziati con fondi pubblici.
Špela Kryžanowski (del partner ARCH-E ZAPS) ha osservato che, sebbene i modelli di progettazione e costruzione siano attraenti per la loro velocità e semplicità, possono limitare l'autonomia degli architetti e rischiare di indebolire la qualità del progetto. I guadagni di efficienza, ha affermato, devono essere bilanciati con gli impatti a lungo termine sugli standard architettonici e sull'indipendenza.
Dall'Ucraina, Hanna Bondar (deputata ucraina al Parlamento europeo) ha descritto un panorama della concorrenza in crescita ma ancora fragile, in particolare nei progetti relativi allo spazio pubblico e al patrimonio culturale, limitato dalla capacità di finanziamento e attuazione. Un prossimo progetto di legge mira a formalizzare le procedure di concorrenza e ad ampliarne l'uso nella ricostruzione e nella pianificazione.
Chiudendo la sessione, Philip Steden (del partner ARCH-E BAK) ha evidenziato una più ampia tendenza europea al calo dei concorsi aperti, in particolare in Germania, e ha sollevato una questione politica centrale: se il futuro degli ADC debba essere plasmato attraverso una maggiore standardizzazione giuridica o attraverso approcci più morbidi, guidati dalle professioni e orientati alle politiche in materia di cultura degli appalti.
Nel complesso, la sessione ha inquadrato gli ADC come un sistema sotto pressione: ampiamente riconosciuto come essenziale per la qualità, ma sempre più limitato da una regolamentazione frammentata, da logiche di efficienza degli appalti e da strutture di mercato mutevoli.

Concorsi aperti, porte chiuse? Prospettive delle pratiche architettoniche
Parallelamente a questa discussione, la sessione Concorsi aperti, porte chiuse? Prospettive delle pratiche architettoniche ha esaminato le realtà cui devono far fronte le imprese che tentano di partecipare a competizioni transfrontaliere. I professionisti di Ungheria, Spagna e Belgio hanno riflettuto sulle opportunità che i concorsi creano per la visibilità e la sperimentazione, evidenziando nel contempo ostacoli persistenti quali la complessità amministrativa, la compensazione limitata e la disparità di accesso per gli uffici più piccoli. La conversazione ha sollevato domande più ampie su come i sistemi di appalto possano rimanere aperti e ambiziosi senza diventare inaccessibili.

L'efficienza come effetto collaterale della qualità architettonica negli ADC
Il programma pomeridiano si è spostato verso il rapporto tra qualità del design, efficienza e sostenibilità. In L'efficienza come effetto collaterale della qualità architettonica negli ADC, gli oratori hanno sostenuto che i processi di progettazione di alta qualità spesso producono benefici economici e ambientali a lungo termine. Piuttosto che considerare l'ambizione architettonica e l'efficienza come forze opposte, i partecipanti hanno suggerito che concorsi ben strutturati possono generare progetti più durevoli, adattabili e attenti alle risorse. I contributi dei rappresentanti delle camere nazionali di architettura, delle istituzioni pubbliche e dell'Alleanza Davos Baukultur hanno rafforzato l'idea che la qualità del design debba essere intesa come un bene pubblico misurabile piuttosto che come un complemento culturale opzionale.
Porte di apertura: Responsabilizzare le pratiche giovani ed emergenti attraverso gli ADC.
Le questioni dell'accesso e del ricambio generazionale sono emerse con forza nella sessione Porte di apertura: Responsabilizzare le pratiche giovani ed emergenti attraverso gli ADC. I relatori, tra cui rappresentanti del Royal Institute of British Architects e dell'International Union of Architects, hanno esplorato come i concorsi possano servire come uno dei pochi percorsi di approvvigionamento disponibili per le pratiche più giovani. La discussione ha evidenziato la necessità di criteri di selezione equi, di una remunerazione adeguata e di formati di concorrenza che incoraggino l'innovazione senza sovraccaricare i partecipanti.

Appalti basati sulla qualità per mitigare i cambiamenti climatici
La sessione Appalti basati sulla qualità per mitigare i cambiamenti climatici ha esaminato in che modo gli ADC possono sostenere le ambizioni ambientali dell'Europa integrando criteri di sostenibilità negli appalti fin dalle prime fasi della progettazione. I partecipanti hanno discusso di modelli di appalto in grado di dare priorità al concetto di ciclo di vita, alla costruzione a basse emissioni di carbonio e alla resilienza sociale, riconoscendo nel contempo le sfide normative che le autorità pubbliche devono affrontare nel bilanciare l'innovazione con i requisiti di conformità.
Strumenti, strategie e piattaforme: Sostenere le pratiche architettoniche
Questa sessione si è concentrata sulle infrastrutture pratiche necessarie per sostenere gli studi di architettura in tutta Europa. Strumenti, strategie e piattaforme: Sostenere le pratiche architettoniche ha presentato iniziative volte a migliorare l'accesso ai concorsi, condividere le conoscenze e creare reti professionali più forti. Gli oratori hanno discusso di strumenti digitali, piattaforme europee e quadri collaborativi che potrebbero rendere le competizioni più trasparenti e navigabili, in particolare per le PMI e gli uffici emergenti che cercano di lavorare a livello internazionale.
Questa sessione è iniziata con la presentazione dei risultati del progetto ARCH-E con un focus sui suoi strumenti online e su come navigarli: la rete, la mappa ADC, il glossario e lo strumento di valutazione ADC
Piattaforme digitali come la Architekturwettbewerb.at i sistemi sono stati presentati come strumenti fondamentali per migliorare la trasparenza, documentare le procedure e consentire la tracciabilità a lungo termine negli appalti. Iniziative analoghe, tra cui quella austriaca Bestevergabe.at, ha dimostrato in che modo i sistemi digitali possono sostenere una valutazione strutturata e una collaborazione precoce tra clienti pubblici e organismi professionali.
Gli oratori hanno inoltre evidenziato gli ostacoli strutturali ai concorsi nei settori delle infrastrutture, tra cui la complessità giuridica, i requisiti di valutazione ambientale e la mancanza di compensazione per i lavori di progettazione. Soprattutto i piccoli comuni non dispongono di esperienza, personale e capacità per organizzare appalti di servizi di architettura o di ingegneria basati sulla qualità. I meccanismi di sostegno per questi comuni sono altamente raccomandati e migliorerebbero notevolmente i risultati degli appalti pubblici per quanto riguarda sia l'efficienza che la qualità.
Il programma europeo EUROPAN è stato presentato come un esempio di come i concorsi possano generare strategie urbane a lungo termine, ricerca e innovazione anche quando i progetti non sono immediatamente realizzati. Il suo valore più ampio risiede nella produzione di conoscenze e nel sostegno ai comuni nel ripensare lo sviluppo spaziale.
Il ruolo degli architetti urbani e delle reti istituzionali è stato identificato come una risorsa chiave ma sottosviluppata per rafforzare la cultura della concorrenza in tutta Europa.
In occasione della conferenza ACE x ARCH-E sui concorsi di progettazione architettonica tenutasi a Bruxelles, il Consiglio degli architetti d'Europa (ACE) e l'Unione internazionale degli architetti (UIA) hanno pubblicato un dichiarazione comune sulla base delle intuizioni acquisite attraverso ARCH-E, riaffermando il ruolo critico dei concorsi di progettazione architettonica (ADC) nel plasmare un ambiente costruito di alta qualità.
La giornata si è conclusa con le osservazioni conclusive di Glenn Micallef, che ha rafforzato il legame tra architettura, spazio pubblico e politica culturale europea. Il suo intervento ha rispecchiato un consenso più ampio emerso nel corso della conferenza: che i concorsi di progettazione architettonica non sono semplici esercizi procedurali, ma meccanismi democratici e culturali essenziali attraverso i quali le società negoziano il futuro del loro ambiente edificato.
In tutte le sessioni è emerso un messaggio comune: I concorsi di progettazione architettonica rimangono una pietra angolare dell'architettura pubblica di alta qualità in Europa, ma richiedono un rinnovato sostegno politico, giuridico e operativo per rimanere efficaci.
Gli oratori hanno chiesto quadri normativi più chiari, condizioni di appalto più eque, una cooperazione istituzionale più forte e migliori infrastrutture digitali per garantire la trasparenza e l'accessibilità. Le discussioni hanno inoltre sottolineato la necessità di bilanciare i modelli di appalto basati sull'efficienza con la qualità architettonica e ambientale a lungo termine.

Registrazioni di conferenze
Sala 1 – Qui
Sala 2 – Qui
Presentazioni di conferenze
Sala 1 – Qui
Sala 2 – Qui
